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di Z E R Ø T E AT R O > a TeatrO2
sabato 20 (ore 21.15) e domenica 21 (ore 17.00) marzo 2010
di Tommaso Urselli
con Francesco Paolo Cosenza
azione pittorica Gian Marco Capraro
regia Alberto Oliva

E perciò dico basta
smettiamola con questa fissazione
quest’idea antiquata che la fama se la devono godere solo i geni
che i nomi che restano devono essere solo di quelli che creano
che edificano.
Io distruggo
che c’è di male?
Chi è l’io narrante del titolo? …Un amante deluso un prete mancato un guerriero sconfitto un poeta incompreso un creativo frustrato… O forse tutte queste cose insieme. Dice di ispirarsi a Erostrato. Per chi non sapesse chi è: fate finta di niente, lui potrebbe arrabbiarsi! E ripetere il gesto che 2365 anni fa lo rese famoso: bruciare il tempio di Efeso, una delle sette meraviglie al mondo. Non perché fosse un piromane, no. Così, giusto per fare un po’ di luce in una giornata grigia, farsi vedere un po’! Perché la visibilità è importante. E se con la creazione non la si ottiene, il nostro è pronto a creare la distruzione.
Il testo dello spettacolo è pubblicato da Edizioni Corsare, Perugia, con un saggio introduttivo di Ambrogio Borsani sulla figura di Erostrato.

Uscire dall’anonimato.
La grande ossessione contemporanea ha acceso in noi una scintilla da cui è nato lo spettacolo su Erostrato, un uomo comune che voleva diventare famoso, ma non riusciva ad affermarsi in niente. Finché una notte incendiò il tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo e urlò il suo nome sopra le fiamme.
Divenne un Mito.
Oggi è tornato.
Ma se duemila anni fa creare la distruzione fu un atto di estrema originalità, oggi bisogna affrontare una concorrenza molto agguerrita. A lui non bastano i 15 minuti di celebrità di Andy Warhol, qualche foto su Facebook, un filmato su Youtube… Non è questa stupida illusione di notorietà a spingerlo oltre i confini del piccolo pianeta Terra che si ostina a girare sempre nello stesso senso, senza ambizioni. Bisogna pensare molto più in grande! Erostrato è tornato per realizzare il progetto finale, e voi sarete dei privilegiati, perché ha deciso di cominciare proprio da qui, da voi, da quel pittore che si ostina a dipingere accanto a lui, imperterrito…

FRANCESCO PAOLO COSENZA
Diplomato alla Civica scuola d’arte Drammatica “Piccolo teatro di Milano”, ha partecipato a spettacoli storici come Arlecchino servitore di due padroni di C. Goldoni con regia di Giorgio Strehler. Ha lavorato con Dario Fo, Antonio Syxty, Franco Branciaroli, André Ruth Shammah, Angelo Longoni, Massimo Castri e molti altri registi.
TOMMASO URSELLI
E’ attore e autore: La porta (Festival Tramedautore); Voci dalla città?? (La Mongolfiera Editrice, testi per Città in condominio, Teatro OutOff, Radio Popolare); ??Canto errante di un uomo flessibile (Editoria&Spettacolo, Premio Fersen); Ma che ci faccio io qua, regia di Paolo Trotti; Piccole danze quotidiane (Festival di Montalcino; PimSpazioScenico); Il Tiglio (Teatro della Cooperativa, lettura a cura di Massimiliano Speziani).
ALBERTO OLIVA
Laureato in Scienze dei Beni Culturali, è diplomando in regia alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, ha studiato con Kuniaki Ida, Maria Consagra, Gabriele Amadori, Serena Sinigaglia, Renata Molinari, Carlo Boso, JeanClaude Penchenat e ha lavorato come assistente alla regia con Massimo Navone, Antonio Syxty, Carmelo Rifici, Annig Raimondi e Corrado d’Elia.
GIAN MARCO CAPRARO
Laureato in Filosofia all’Università di Milano e diplomato in Pittura all’Accademia di Brera. Nel 2009 ha presentato una mostra personale presso l’Atelier-Soldina a Berlino ed è stato artist-in-residence presso la Fabrikken von Kunst og Design di Copenhagen, città nella quale ha curato, partecipandovi, il progetto We Are The Place We See in collaborazione con la Galleri Christoffer Egelund.