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Un laboratorio vitale.

Alcuni pensieri sul teatro

Baule per sito
L’improvvisazione, quando è sincera, confinante con tutti i territori dell’arte, non per saccheggiarli in modo posticcio, ma per inventarli, inventariarli, fonderli, goderli pescando nella combinazione di una sguardo con quello di un altro essere umano, imbattendosi in un sottotesto personale, depositato LI’, in giacenza, dalla memoria dell’infanzia. Tutto parte dalla musica, dalla colonna sonora: con quelle canzoni permeate dal volto e dai silenzi, pause dal testo, labbra ricolme d’abbracci. Musica di fiati e respiri, fagotto e controfagotto d’esperienze comuni, parole perforate, direbbe S. Beckett, attraverso le quali il teatro organizza la propria esistenza .
Affiorano allora le cose d’amore e i conflitti della vita, con tutto il valore che assumono, chiamandosi a pieno titolo Artimprovvisa, montaggio di baci arrubbati, di autori studiati per forza, eccoli a disposizione: tornano a galla, resi vivi da chi ne incarna il frammento.
L’artigianato è la formazione che porta con sé croci e delizie, proprie di ogni educazione.
L’educazione sentimentale governa la piccola appassionata imbarcazione.
L’imbarcazione accoglie il conflitto di un soldatino senza una gamba che ama una meravigliosa ballerina.
Si scopre, si improvvisa innamorato, il soldatino di stagno, per un momento si pensa con le gambe in regola per danzare accanto a lei. Ma perde l’equilibrio e cade, rischia, per amore si mette in gioco.
Fa la sua parte, il soldatino, ora è costretto a viaggiare in acque torbide. Senza patente, senza identità.
Sui documenti non potrebbe comunque esserci scritto: O’ suldato innammurato!
Chissà dov’è ammarato il mio solido naviglio? sembra chiedersi il soldatino. Ripensa forse alla sua scatola protettiva, la chiama naviglio per sentirsi almeno un po’ eroe.
La realtà del soldatino non è ignifuga.
Crede di avercela fatta e invece no (o sì?) il suo cuore è l’unica cosa che rimarrà di lui
Il suo cuore muove anche i nostri cuori traboccanti di furia e ardor. E tutte le altre stelle.
Non dico commuove, dico muove. Il naviglio di carta di un quotidiano sbiadito per una ballerina!
Come è potuto succedere?

L’interrogativo del soldatino è anche il nostro prima di entrare in un’improvvisazione, prima di una performance in cui mostriamo tutto il nostro amore, barattiamo la certezza dello studio con il rischio dell’amore per altri occhi, che guardano, occhi che con noi attori, registi e madrini dell’evento, partecipano alla nascita ed al suo esprimersi. Sia il codice fiabesco, o poliziesco, metaforico, idologico, surreale, assurdo, poco importa: nessuna definizione regge troppo a lungo.
Non può: Quando il principio del matrimonio on stage è sacramento laico.

Ogni petizione, ogni ripetizione è un rito. Una domanda, un dilemma.
D’amore, politically scorrett.

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